Allergia al polline degli alberi

Obiettivi formativi

Al termine di questo modulo, i partecipanti saranno in grado di:

    di olio

  • Descrivere la differenza tra allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria e panallergeni
  • Descrivere in che modo la Component-resolved diagnostics può essere utilizzata per aiutare la diagnosi dell’allergia al polline degli alberi.

 

Allergie al polline degli alberi in Italia

  • L’allergia al polline di graminacee è l’allergia al polline più comune in Europa1. Nell’Italia settentrionale e centrale, oltre il 60% degli individui con pollinosi sono sensibilizzati al polline di graminacee.2
  • Anche diversi pollini di alberi sono stati identificati come cause di allergia al polline in Italia:
    • Olivo – la sensibilizzazione è più significativa nel Mezzogiorno2
    • Cipresso – la sensibilizzazione è più significativa nell’Italia centrale con una prevalenza media del 62,9%3
    • Betulla4,5
  • La diffusione dell’allergia al polline di cipresso ed olivo è fonte di preoccupazione. Si sostiene che l’esposizione a tali sostanze si è verificata attraverso:
    • utilizzo di betulla e cipresso a fini ornamentali in giardini e parchi e come barriere frangivento/acustiche6,1
    • grandi coltivazioni di olivo per la produzione di olio.7

 

Allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria e panallergeni

  • Possono verificarsi reazioni crociate IgE mediate tra pollini filogeneticamente non correlati e specie vegetali. Queste reazioni sono mediate da panallergeni, famiglie di proteine strettamente conservate coinvolte in funzioni vitali ed ampiamente presenti in natura.8
  • Attualmente, solo tre famiglie di proteine sono state identificate come panallergeni del polline: profiline, polcalcine e proteine non specifiche di trasferimento lipidico (nsLTPs).8
  • La sensibilizzazione alla profilina può essere associata alla sindrome polline-alimenti (PFS). In generale, gli individui si sensibilizzano primariamente ai  pollini e successivamente sviluppano reattività crociata agli alimenti8, come melone e pomodoro.9
  • Le polcalcine sono espresse specificamente nel tessuto pollinico e sono altamente cross-reattive. Pertanto, i pazienti sensibilizzati possono spesso mostrare sensibilizzazioni multiple a diversi pollini (ad esempio polline di alberi, graminacee ed erbe infestanti).8
  • Le LTP sono espresse nel lattice, polline di erbe infestanti, polline di alberi e alimenti di origine vegetale8. La sensibilizzazione a queste proteine è particolarmente rilevante a causa delle sue implicazioni cliniche nelle regioni mediterranee.10,11 A differenza della PFS, l’allergia al polline LTP-mediata è generalmente considerata secondaria alla sensibilizzazione primaria alle LTP contenute nei cibi vegetali, in particolare nei frutti della famiglia delle rosacee (pesca).12 Tuttavia, le segnalazioni che suggeriscono il ruolo delle LTP del polline come sensibilizzanti primari hanno portato al dibattito su questo argomento.13–15
  • In alternativa, alcuni allergeni sono considerati marcatori specie-specifici o allergeni per cui la sensibilizzazione primaria (genuina) IgE-mediata è specifica per una determinata fonte allergenica. Sono definiti allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria.16

Componenti allergenici nel polline di olivo

  • Ole e 1 è l’allergene principale del polline di olivo ed il fattore scatenante della maggior parte delle allergie al polline di olivo, con oltre il 70% dei pazienti allergici che risultano sensibilizzati.21,22
    • È marcatore di sensibilizzazione primaria ai pollini  della famiglia delle Oleaceae.
  • La prevalenza della sensibilizzazione ad Ole e 6, Ole e 7, Ole e 9 e Ole e 10 dipende fortemente dall’area geografica.
    • Ad esempio, nelle aree in cui i livelli di polline di olivo nell’aria sono bassi, la sensibilizzazione ad Ole e 7 e 9 è scarsa (spesso <10%). Tuttavia, nelle aree in cui la conta dei pollini raggiunge i 5000 per m3, ad esempio in Puglia, questi allergeni diventano molto rilevanti con tassi di sensibilizzazione tra il 50 e il 60%  nella popolazione allergica.23
  • La sensibilizzazione ad Ole e 7 e all’ Ole e 9 è spesso associata a manifestazioni allergiche più gravi.21

 

Componenti allergenici nei pollini dei cipressi

  • I tassi di sensibilizzazione agli allergeni del polline di Cupressaceae dipendono dal livello di esposizione e dalla popolazione in studio.1,24
  • Cup s 1 e Cup a 1 sono gli allergeni maggiori del C. sempervirens e C. arizonica, rispettivamente.24
    • Cup a 1 è utilizzate come allergene marcatore per una sensibilizzazione genuina alla famiglia delle Cupressaceae.17

Componenti allergenici nel polline di betulla

  • Bet v 1 è un allergene maggiore ed è utilizzato come marcatore per una sensibilizzazione genuina al polline di betulla e dialtri alberi della famiglia delle Betulaceae.17
  • Bet v 2, Bet v 3 e Bet v 4 sono panallergeni.16
  • Uno studio geografico condotto a Genova, nel Nord Italia, nel Centro Italia e nel Sud Italia ha evidenziato una diminuzione della frequenza di sensibilizzazione a Bet v 1 da Genova (95,41%) verso il Sud Italia (58,56%). Viceversa, la frequenza di sensibilizzazione a Bet v 2 aumentava da Genova (6,12%) verso l’Italia meridionale (52,25%). Osservazioni analoghe sono state riportate in merito alla sensibilizzazione a Bet v 4, che è stata del 6,12% a Genova e del 14,41% nell’Italia meridionale.4
    • Pertanto, la sensibilizzazione a Bet v 2 e Bet v 4 è più diffusa nel sud Italia e la sensibilizzazione a Bet v 1 è più diffusa nelle regioni settentrionali.

Reattività crociata degli allergeni del polline di olivo, betulla e cipresso

Olivo

  • Un’ampia reattività crociata può verificarsi tra gli allergeni omologhi a Ole e 1 della famiglia delle Oleaceae (Fra e 1 [frassino], Lig v 1 [ligustro] e Syr v 1 [lilla]).25
  • Nonostante l’Ole e 7 sia appartenente alla famiglia delle LTP, non sono state osservate reazioni crociate con altre LTP in altri pollini o alimenti.26

Cipresso

  • Le pectato liasi (Cup a 1/Cup s 1) che si trovano nei pollini di Cupressaceae sono cross-reattive tra loromostrando il 75–97% di identità di sequenza.24
  • È stata anche osservata la sindrome cipresso-pesca. È stato dimostrato che la sensibilizzazione alla Pru p 7, una un allergene della pesca (proteina regolata dalla gibberellina) è associata alla sensibilizzazione al polline di cipresso e sembra essere legata ad una sensibilizzazione primaria al polline di cipresso piuttosto che ad alimenti.27

Betulla

  • Bet v 1 può mostrare reattività crociata con gli allergeni maggiori di altri pollini di alberi appartenenti alle famiglie Betulaceae e Fagaceae nell’ordine delle Fagales: Aln g 1 (ontano), Car b 1 (carpino), Cor a 1 (nocciola), Que a 1 (quercia) e Fag s 1 (faggio comune).8
  • Anche proteine omologhe a Bet v 1 (altre proteine PR-10) possono cross-reagire con Bet v 1 e possono causare una sindrome  orale allergica nei pazienti sensibilizzati al polline di betulla. Queste proteine sono presenti diversi cibi vegetali: Mal d 1 (mela), Cor a 1 (nocciola), Pru p 1 (pesca), Dau c 1 (carota), Gly m 4 (soia).28

 

Component-resolved diagnostics (CRD) nell’allergia al polline di albero

  • La presenza di allergeni cross-reattivi, come i panallergeni, nei test di sensibilizzazione effettuati conestratti allergenici (ad es.prick test e dosaggio delle IgE) può portare a un’errata identificazione della fonte allergenica genuina che causa i sintomi del paziente.17
  • Tali risultati non sono falsi positivi, ma di solito sono clinicamente irrilevanti a causa della mancanza di sintomi concomitanti.16
    • Anche la sovrapposizione dei periodi di pollinazione di alberi, erbe infestanti e graminacee può causare difficoltà nell’identificazione della fonte primaria di sensibilizzazione.17,29
  • In alternativa, la CRD può:
  • distinguere la sensibilizzazione cross-reattiva da quella specie-specifica, ad esempio con l’uso di panallergeni e allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria nelle allergie al polline degli alberi17,29–31
  • guidarele decisioni in materia di immunoterapia – ad esempio, un basso livello di IgE nei confronti di allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria può escludere l’immunoterapia allergenica specifica per quella fonte allergenica17,29–31
  • fornire un approccio mirato per determinare la sensibilizzazione agli allergeni maggiori e minori.16

 

L’utilizzo della CRD nella diagnosi delle allergie al polline degli alberi

  • Gli allergeni da testare devono essere generalmente selezionati in base all’anamnesi del paziente, ai sintomi ed agli eventuali risultati precedenti dei test di sensibilizzazione allergica.17,32
  • Per le persone con sospetta allergia al polline di albero che mostrano una polisensibilizzazione nei test iniziali di sensibilizzazione allergica (ad esempio prick test o esami del sangue per la ricerca delle IgE specifiche per estratti ),gli allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria del polline sospettato di essere causa di allergia e i panallergeni devono essere selezionati per la CRD:17,32,33

Sintesi

  • I panallergeni vegetali appartengono alle proteine della famiglia delle profiline, polcalcine e nsLTPs.
    • La sensibilizzazione a queste proteine non è sempre clinicamente rilevante, ma può confondere i risultati dei test di sensibilizzazione con dell’estratto in pazienti con sensibilizzazioni multiple a pollini.
  • Gli allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria sono specie-specifici ovvero allergeni per cui la sensibilizzazione primaria (genuina) IgE-mediata è specifica per una fonte allergenica.
  • Gli allergeni marcatori di sensibilizzazione primaria per i pollini di betulla, olivo e cipresso sono rispettivamente Bet v 1, Ole e 1 e Cup a 1.
  • La selezione di marcatori di sensibilizzazione primaria e panallergenici per la CRD aiuta a identificare la fonte primaria (genuina) di allergia che causa i sintomi del paziente.

 

Riferimenti

 
PCM Scientific, 140 London Wall, London EC2Y 5DN